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Luoghi e Monumenti storici

Villa Giuglielmi

villa guglielmiNel 1765 era una residenza di campagna appartenente alle famiglie Primoli e Giraud, ma numerose famiglie ne furono proprietarie.

Ospiti furono papa Gregorio XVI, , il compositore francese Claude Debussy che, fu ospite del conte Primoli intorno al 1885 e ci ha lasciato una descrizione: sono stato a Fiumicino, Primoli essendo a Parigi, mi ha offerto la sua villa che è deliziosamente sistemata.
Fiumicino è un luogo affascinante dove i romani vengono a farsi i bagni a mare, dove ho già avuto un piacevolissimo soggiorno. Lì ho goduto di una completa solitudine, è ciò che chiedo per adesso. Si racconta poi che la sera del 25 novembre 1882 i primi ravennati siano stati ospitati nel cortile e nelle stanze della grande villa, per cominciare poi l’opera di bonifica.

Il nome della villa si deve agli ultimi proprietari, i marchesi Guglielmi.

 

Tomba di Ennio Flaiano al cimitero di Maccarese

tomba flaianoEnnio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972)

Ennio Flaiano è stato uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano. Dal 1943 inizia a lavorare per il cinema con Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni e molti altri. Tra il 1947 e il 1971 scrive alcune tra le più belle sceneggiature del cinema del dopoguerra. La figlia Lelè morirà nel 1992. La moglie Rosetta si è spenta alla fine del 2003.

La famiglia è riunita nel cimitero di Maccarese. Sembra quasi confermare il difficile rapporto di Flaiano con Roma il fatto che la tomba dell'autore si trovi a Maccarese (Fregene), dove Flaiano visse diversi anni.

Dal 1969 in suo onore il Teatro Arlecchino diventa Teatro Flaiano, in via S. Stefano del Cacco. Produsse opere narrative e varie prose tutte caratterizzate da una vena satirica ed un vivo senso del grottesco.

Introdusse nella lingua italiana la nota espressione "saltare sul carro del vincitore", così come molti altri aforismi. Fu il primo vincitore del Premio Strega, nel 1947, con il suo più famoso scritto, Tempo di uccidere.

 

 

Porti Imperiali di Claudio e Traiano

porti imperialiDivenuto ormai insufficiente il porto di Ostia, l’imperatore Claudio intorno al I secolo d.C. fece progettare un polo portuale appositamente al servizio di Roma. La realizzazione di questo progetto dalle proporzioni faraoniche, iniziò nel 42 d.C. e richiese circa venti anni di duri lavori.

L’ampio bacino di attracco, molto ampio ma poco profondo, iniziò subito ad insabbiarsi e divenne presto inutilizzabile. Fù necessario un secondo intervento e la realizzazione di un nuovo bacino scavato artificialmente più all’interno della costa. Di forma esagonale, venne fatto costruire dall’imperatore Traiano tra il 100 ed il 112 d.C. Anche quest’opera aveva dimensioni ragguardevoli: l’esagono misura 335 mt. per lato.

Oggi l’area circostante il lago esagonale, dove si conservano resti di strutture di ogni tipo attinenti alle attività del porto, è posta sotto la tutela della Soprintendenza Archeologica di Ostia ed è visitabile gratuitamente. Il lago e parte del territorio circostante, pure attinente all’antica città di Porto, è di proprietà privata ma visitabile per gite a carattere naturalistico (Oasi di Porto).

Dove
L’ingresso agli scavi dei porti di Claudio e Traiano è al km 27 della via Portuense, sotto il viadotto dell’aeroporto (Via Montgolfier)

Info
La visita archeologica inizia presso il Museo delle Navi Romani in via A. Guidoni, 35 – Zona Aeroporto. Tel. 06 6529192.
La zona archeologica dei porti è visitabile su prenotazione il primo sabato e l’ultima domenica di ogni mese.
L’ingresso è gratuito.

 

Necropoli di Porto

necropoli portoArea cimiteriale romana dal I al IV sec. d.c., si trova sull’Isola Sacra e si estende per 1,5 Km . Gli scavi iniziarono per volere dello Stato Pontificio nel 1840 per recuperare marmi romani.

Nel 1925 –1940 vi furono altri scavi che riportarono alla luce delle tombe e successivamente dal 1973 al 1982, vi furono altre campagne di scavi che si protrassero fino al 1989.

Nel corso di questi scavi furono riportati alla luce 2000 scheletri e 150 tombe, ma una parte della necropoli ancora deve essere riportata alla luce.

La necropoli è caratterizzata da edifici riccamente decorati con pitture, stucchi e mosaici e notevoli sono le iscrizioni marmoree che fanno riferimento ai proprietari.

Le tipologie delle tombe sono diverse: a cella, a dado, a cassone.

 

Museo delle navi

museo delle naviMuseo Delle Navi Soprintendenza Alle Antichita' di Fiumicino.
Aperto nel 1979, contiene un’importante collezione di imbarcazioni antiche (età imperiale romana) rinvenute nell’invaso del Porto di Claudio.

E’ un museo didattico, con apparati descrittivi di grande valore ed attualità (tecniche costruttive, rotte commerciali, vita a bordo, ecc.).

Museo delle navi
via Alessandro Guidoni, 35
00054 Fiumicino (RM)
tel.: 06 6529192 - 06 5010089

Le torri Nicolina e Palidoro

Torre Nicolina

torre nicolinaSu via della Scafa in una proprietà privata, c’ è la torre Nicolina o “Diruta” o "Torraccia dello Sbirro". Fu eretta nel 1450 da papa Nicolò V, da cui deriva il nome, e sorgeva sulla riva sinistra del canale artificiale di Fiumicino,dove si sviluppò l’originario nucleo abitativo di Fiumicino. Le successive torri sono quella Alessandrina e Clementina.
La Torre Nicolina fu eretta per la difesa di Porto e serviva a difendere dai tentativi di sbarco dei pirati. L’appellativo “Torraccia dello Sbirro” si deve perché i torrieri incaricati dalla reverenda camera apostolica, a volte la cedevano ad altri che se ne servivano nei confronti degli abitanti in cambio di protezione. Poiché con il tempo divenne un rudere, venne chiamata “Diruta”.
Nel 1567 fu restaurata sotto il pontificato di Pio V.

Torre di Palidoro

torre palidoroLa Torre di guardia di Palidoro risale al periodo delle invasioni saracene e serviva ad avvistare le navi nemiche che si avvicinavano e quindi a predisporre la difesa. E’ una costruzione a 4 piani eretta sui ruderi di una grossa villa romana, le cui strutture affiorano appena sulla duna che le ricopre.
Esistono diverse torri costiere, erette tra VIII e IX sec per difendere il territorio dalle continue scorrerie dei Saraceni provenienti dal mare.
La torre di Palidoro è a vista con il Castello Odescalchi di Palo e dista circa 7,5 Km dalla Torre Primavera di Fregene. Presso la torre, Salvo D’Acquisto, giovane carabiniere, fu trucidato dai tedeschi nel 1943 salvando la vita a numerose persone.

 

Pineta di Fregene

pineta fregeneLa pineta fu piantata nel 1666 per volere di Papa Clemente IX (Giulio Rospigliosi). E' attualmente inserita nel tessuto urbano di Fregene.

Il sottobosco è costituito da una lecceta a tratti fitta, in cui sono presenti le specie tipiche della macchia mediterranea.

Fontana delle Cinque Lune

fontana5luneLa Fontana delle Cinque Lune si trova attualmente alla base del serbatoio per l’acqua, ma in origine era collocata a Roma, vicino Piazza Navona. Nel Maggio del 1928 fu indetto un concorso per la realizzazione di 10 fontane artistiche in travertino, la tipica pietra romana, in sostituzione di altrettante realizzate in ghisa.

Il concorso stabiliva il materiale da utilizzare, la collocazione e le dimensioni, che dovevano rispondere anche ad una funzione pratica molto importante: quella di attingervi acqua.

Per la fontana destinata a Piazza Madama si aggiudico l’incarico il professor Salvatore Amato.

Lo spunto per il disegno della fontana fu dato dalla forma della via e dal palazzo a cui era addossata, appartenente alla famiglia Piccolomini, nel cui stemma compare la croce sormontata da cinque lune. Nel 1936 però l’edificio venne demolito per la realizzazione del Corso del Rinascimento, e la fontana rimase a lungo nei magazzini comunali fino al dopoguerra, quando trovò l’attuale sistemazione a Fiumicino.

Situata in via del Serbatoio

Torre in Pietra

Castiglione delle Monache

castiglione torreinpietraRappresenta l’antico nucleo di Torre in Pietra.
Abitato già in epoca preistorica, e poi in epoca etrusca e romana.
Da ciò che riportano fonti storiche scritte e carte antiche, il sito ebbe il suo massimo splendore nel XII secolo ed appariva come un importante abitato fortificato con mura, torri e chiese. Nel XV secolo fu abbandonato e divenne una cava di materiale edilizio per il castello settecentesco.

Il Bosco sacro

boscosacro torreinpietraDi fronte al castello di Torre in Pietra, è presente un bosco di querce secolari e un fittissimo sottobosco di felci, ciclamini e pungitopo.
Qui Pagliaccetto sembra che seppellì la sua sella magica, lanciando la famosa maledizione a chiunque entrasse nel bosco.

Torre di Pagliaccetto

torre pagliaccettoE’ descritta sulle carte antiche con il nome di Torre in Pietra ed aveva funzioni di controllo difensivo; la torre è collegata visivamente alla torre di Palidoro, sul mare.
Esiste una leggenda settecentesca legata al personaggio di Pagliaccetto, fattore del Principe Falconieri , che possedeva poteri magici.
La leggenda racconta che Pagliaccetto avesse al suo comando 99 folletti e che edificò 99 fontanili ed un oliveto in una sola notte.
Durante una sfida con un porcaro con poteri magici anch’egli, per tracciare un solco fino al mare, venne miseramente sconfitto con l’inganno.
Pagliaccetto allora decise di scomparire in mare lanciando una maledizione.
Presso la torre (di proprietà privata) è stato rivenuto un importante sito preistorico.

Castelli sul territorio

Castello di Maccarese

castello maccareseIl castello è detto anche di San Giorgio, o castello Rospigliosi, sorge sul sito dell'etrusca Fregene, ed è una massiccia costruzione settecentesca di forma quadrangolare, che possiede torri medievali.
I quattro bastioni laterali furono costruiti nel 1569.

Castello di Torre in Pietra

castiglione torreinpietraPrecedentemente alla costruzione del Castello vi era in questa zona il sito romano di Bebiana, dalla famiglia gentilizia romana dei Baebius, (carta della Tabula Peutingeriana).
Il castello si presentava dapprima come casale fortificato, poi nel corso dei secoli assunse la forma attuale.All’interno vi sono gli affreschi di Pier Leone Ghezzi (1644-1755).
Fu di proprietà della Basilica di San Pietro, della nobile famiglia dei Normanni nel XII sec., degli Anguillara, degli Orsini, dei Massimo, dei Peretti, dei Falconieri, ai quali si deve la forma attuale.
L’antica cantina del castello è completamente scavata nella roccia viva, dove durante la sua costruzione vi furono rinvenuti dei resti fossili tra cui una zanna di mammut, trafugata durante gli eventi della seconda guerra mondiale.

 

Borgo Valadier

borgo valadier

Sul finire del 18° secolo, l’abitato di Fiumicino era costituito da poche capanne intorno alla vecchia torre Nicolina o di Pio V, che si ergeva sulla sponda sinistra del canale navigabile. Poco più a valle vi era il casale dei Pamphili (poi Villa Guglielmi), e la decorosa Chiesa del Crocifisso che aveva preso il posto di una più vecchia, situata più a monte, ugualmente dedicata al SS. Crocifisso e trasformata in fornace per i mattoni.
Sulla sponda opposta spiccavano due torri di guardia, l’Alessandrina del 1662, e la Clementina del 1774. Tra la chiesa del Crocifisso e la torre Alessandrina, vi era il ponte di barche, apribile per consentire la navigazione fluviale.
Sull'isola, nei pressi del ponte, c'erano due edifici adibiti ad abitazione dell'ingegnere idraulico e degli addetti alla manutenzione delle passonate, con annessi magazzini per i legnami e le attrezzature. Entrambi questi edifici, tuttora esistenti, erano stati interessati da un progetto di ampliamento nel 1710, teso a fornire nuovi spazi per l'ufficio della dogana. Queste modifiche non furono mai attuate e l'edificio doganale fu realizzato più di un secolo dopo, nel 1823, sulla sponda opposta, addossandolo alla torre Alessandrina.

I tempi erano maturi ormai affinché si provvedesse per le necessità della popolazione, che sempre più stabilmente abitava e lavorava a Fiumicino. Fu quindi deciso di realizzare una serie di comode case per civile abitazione, e poiché si intese spostare l'abitato sulla sponda destra del canale, stante anche le continue oggettive difficoltà create dal ponte mobile, si decise di porre al centro delle abitazioni una nuova chiesa. Il progetto del nuovo borgo fu immaginato dal Valadier, Architetto delle Fabbriche Camerali, il suo disegno autografo si conserva presso l'Accademia di S. Luca in Roma.

Questo disegno fu realizzato quando era già in atto la costruzione del nuovo edificio per la dogana, addossato alla torre Alessandrina, che il Valadier chiama "Gregoriana". I lunghi caseggiati sono interrotti al centro dalla nuova chiesa "con orologio", e terminano con un edificio gemello di quello doganale, ad uso della "sanità". Alle spalle delle case si immagina un lungo viale alberato, con ampi giardini all'italiana, il fronte verso il canale è riservato alle attività portuali, mentre tra gli edifici camerali e quelli civili, sono previsti degli archi di passaggio, sovrastati dallo stemma del regnante sovrano. La successiva realizzazione, completata tra il 1823 ed il 1827, per interessamento del Tesoriere della Reverenda Camera Apostolica, Monsignor Belisario Cristaldi, subirà alcune modifiche, principalmente riguardanti la chiesa e le abitazioni che furono costruite più in dietro e non in linea con la dogana e la casa per la sanità. Il viale alberato non fu realizzato, al suo posto, per l'utilità di quanti vi abitavano, si tenevano gli orti, mentre il fronte del canale divenne anche la strada principale del nuovo borgo, sorto così tra la torre Alessandrina ormai in disuso e la maestosa torre Clementina. La chiesa dedicata a S. Maria Porto della Salute, in origine era priva di campanile e si trovava isolata tra gli altri edifici. Il 10 dicembre 1828, sotto Papa Leone XII°, il Card. Bartolomeo Pacca la consacrò solennemente, il primo cappellano fu nominato Don Luigi Giannelli. Successivamente nel 1857, il Cardinal Mattei fece realizzare la canonica, chiudendo una delle due vie di comunicazione tra i fronti e collegando la chiesa con l'attiguo palazzo. Una bella stampa, pubblicata nel 1859 su "L'Album di Roma", ci mostra ancora il borgo nel suo aspetto originale, il campanile non era ancora stato costruito ed al margine destro della stampa oltre l'edificio della dogana, si distingue lo spigolo della torre Alessandrina.

Ma ci sono altri rimaneggiamenti che negli anni hanno interessato il borgo del Valadier: l’edificio camerale, o della sanità è stato rialzato di un piano e sulla sua terrazza ospita ora un orologio, altre sopraelevazioni sono state realizzate sugli edifici a monte della chiesa, e soprattutto sono scomparse le eleganti arcate dei portoni del piano terra, così come buona parte dei cornicioni e delle lesene, mentre una facciata, nei pressi della chiesa è orribilmente ricoperta in cortina di mattoni. Anche le due torri, l’Alessandrina e la Clementina sono andate completamente perdute, ma bisogna pur dire, che a dispetto dei danni e della disattenzione dell’uomo, il nostro centro conserva ancora un certo fascino.

Basilica di Sant'Ippolito

basilica sippolitoNella zona di Fiumicino e nelle sue vicinanze, è possibile, visitare i resti della Basilica Paleocristiana di S. Ippolito, suddivisa in tre navate da due file di colonne, ogni navata conserva elementi strutturali e architettonici.
Rappresenta l'esempio più importante di edificio ecclesiastico delle origini del cristianesimo ed è dedicata, tra la fine IV e gli inizi del V secolo, al martire portuense Ippolito.

Situato in Via Portuense

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